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Amici Del Vento - Angioletto

Sulla terra un cherubino giunse presto un mattino,
per veder la vita strana dell'umanità mondana.
Come un uomo si vestì e le ali si coprì:
apparì così normale come un uomo tale e quale.
Di gran lena si avviò verso la città,
ogni angolo lui girò per scoprir l'umanità.
Udì a un tratto un gran vociare, vide uomini scappare,
scorse un uomo che diceva "Morte ai ricchi, ma severa!"
sopra un'auto extra-lusso e la gente tutta a piedi che gridava per la via
"Questa è la democrazia!".
Questo l'Angelo non capiva:
"Quel buon popolo divino è davvero un po' cretino!".
A una scuola arrivò e lì dentro v'incontrò due studenti un po' bislacchi
che gridavan come matti.
Uno tutto infervorato che dicea "Socialismo!
Finalmente abbiamo rotto le barriere del razzismo!"
L'altro ancora più accaldato ripetea "Morte allo Stato!
Il Fascista ed il terrone sono carne da bastone!"
Questa è proprio incoerenza, è l'umana deficienza:
anche a scuola ora impera e anche l'Angelo dispera.
Scrutò poi in una strada di chissà quale contrada
ove vide uno splendore di fanciulla ancora in fiore.
Anche gli angeli hanno un cuore e c'è posto per l'amore,
con le mani un po' tremanti lui si mise a lei davanti.
"Com'è bella lei, dolce fanciulla mi permette Signorina, ci vediamo domattina".
"Puoi andare a quel paese, porco maschio di pretese"
gli rispose la bambina, dimenando la manina
"Il mio utero è gestito dai capoccia del Partito,
brutto maschio sciovinista, puoi sparirmi dalla vista"
Anche l'amore ormai ora è appestato dalla deficienza di questo Stato.
E cammina il cherubino tutto triste, pian pianino
ed arriva in una piazza, ripensando a una ragazza.
Scorge poi una sottana, una nera palandrana,
chiese "Scusi, ma chi siete?" "Giovanotto, sono un prete!"
Finalmente ora io ho trovato un servitore di chi mi ha mandato.
"Vacci piano , peccatore! Non conosco il tuo Signore..."
disse il prete infervorato e persino un po' arrabbiato
"Il mio dio in questo Stato ora si chiama Sindacato
ed a Marx io ogni sera gli consacro una preghiera"
Ahi! Che tristezza! Che malinconia!
Da questa terra me ne volo via
Torna in cielo disperato l'angioletto sconsolato
e ritorna dal Signore che degli uomini è il Creatore
e gli dice "Buon Gesù, in terra io non torno più!
Sono pazzi quegli umani anche se sono cristiani!"
"Hai ragione, cherubino, non crucciarti poverino
è strano assai tutto laggiù e la colpa non l'hai tu!
Un errore di atterraggio, sei partito con coraggio:
anche Dio talvolta sbaglia e sei finito qui in Italia!"

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