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Francesco Mancinelli - Tramonti

Rosso il tramonto si staglia nel cielo la valle risplende di un limbo incantato
Fredda la sera distende il suo velo sul manto verde di un prato
Ed i fuochi di mille guerrieri, si distinguono all’ombra che scende
mentre i canti salutano il sole laggiù ad occidente
Scende lo spirito cupo che rende il sentiero del bosco di notte insidioso.
Ma non ti scuote il canto del lupo del tuo meditar pensieroso
E annegare nel nobile sguardo nell’attesa degli occhi e del cuore
tra le immagini che dentro i sogni già prendon colore la la la la la la la la la


Senti i cannoni di fuoco tuonare e dei cavalli al galoppo il nitrito
le baionette abbattersi contro il nemico
Calda è la terra bagnata dal sangue sul terminare del giorno
che si confonde col rosso di un altro tramonto
ooh ooh ooh ooh ooh ooh ooh

Tutto comincia in un’epoca buia quando si avverte il senso del fato
Quando la spada si spezza in battaglia o un re viene esiliato
Poi l’avvento di tristi presagi quando il fulmine cavalca il monte
Ed un’ombra si erge funesta a coprir l’orizzonte
Errare girando nel mondo senza sapere domani che cosa ti aspetta
E preparare il ritorno, un altro regno, un’altra vendetta
quest’alba che tinge di rosa il mattino di fresca rugiada
ha forgiato di sole e d’acciaio un’altra spada la la la la la la la la la

Suonano i corni del campo maestro, si alzano in coro aspettando l’assalto,
dite a quel cielo che nitido osserva dall’alto
Squilli di tromba annunciano il giorno, si alzano al vento vessilli in altura
falci e fucili dilagano nella pianura
ooh ooh ooh ooh ooh ooh ooh

Cogliere il senso del ferreo vibrare, dentro la mischia si avverte un confronto
L’eterna lotta del bene e del male sopra i destini del mondo
Mentre un mito si incarna in battaglia da quel sangue che bagnerà il suolo
sorgeranno le stirpi regali di un ordine nuovo
Luci diradano ombre mentre del corno risuona l’eco del piano
Aquile brune si levano in volo salutano il nuovo sovrano
Quella terra bagnata dal sangue dormirà sul finire del giorno
confondendo la valle col rosso di un altro tramonto ooh ooh ooh ooh ooh ooh ooh ooh

E fino a quando i ghiacci immortali sovrasteranno l’altura
forse gli dei regneranno su quella pianura
e fino a quando le aquile brune domineranno quei monti
si canteranno leggende, si narreranno i racconti
dei Bianchi Gigli che tinsero rossi tramonti
dei Bianchi Gigli che tinsero rossi tramonti


(Si ringrazia il mitico Gabriele)

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