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Intervista con Stato Asociale (14/03/2010)

Intervista con Stato Asociale
a cura di Archivio Non Conforme del 14 marzo 2010

Premessa: gli Stato Asociale sono una giovanissima skinhead band originaria di Trento con all'attivo un promettente demo autoprodotto ("Proud nationalist oi! music", 2008) e l'album "Grezzo, stupido & cattivo" inciso per l'etichetta milanese Barracuda Records nel 2009. Ecco qua la loro intervista rilasciata per Archivio Non Conforme: vivi, grezzi, scalcinati e puramente oi!


01. Ciao ragazzi, prima di tutto grazie del tempo che ci dedicate. Cominciamo subito con qualche domanda d'obbligo: volete raccontarci quando nasce il progetto Stato Asociale?

Il progetto mi pare nasca nel 2003 con lo scopo di fare qualcosa di nuovo per una realtà, come quella trentina, che in quel periodo era decisamente scazzata e sottotono, con poca gente intorno e con pochi interessi (apparte l'onnipresente attivismo politico). A livello italiano, in quegli anni, c'era un certo fermento street punk: N.F.R., The Arrogants, Perfidìa, Calcio D'Inizio/The Casuals, Legittima Offesa, The Kriminals, la vecchia Skinhouse Milano che organizzava concerti dei The Jinx o dei Messi In Croce... poi i concerti in giro per l'Italia dei Kampfzone, degli Haircut, etc. Stiamo parlando di sette-otto anni fa, ma davvero sembra passato un secolo! Si stava creando una scena nazionalista dove la presenza di punks o di gente non strettamente "militante" non era una cosa così fuori dal mondo... un'alternativa alla merda dei centri sociali. In quel periodo anche Trento voleva fare la sua parte e gli Stato Asociale si sarebbero inseriti benissimo in quel contesto. Poi la storia ha ritardato di qualche anno i nostri progetti... e anche quello che sembrava nascere a livello italiano è andato nel cesso!

02. Appunto, la storia ha rimandato la vostra apparizione live di qualche anno... anni in sala prove senza una line-up stabile fino all'ultimo periodo. Vuoi raccontarci qualcosa di quegli anni?

Qui nessuno sapeva minimamente non dico suonare uno strumento, ma nemmeno accendere l'amplificatore (hai una minima idea di quante ore abbiamo perso a cercare di capire come funziona?). Ci siamo dovuti arrangiare tirando insieme gente ad minchiam, ma nessuno ovviamente si è dimostrato affidabile oltre la quarta-quinta prova. Problemi di tempo con il lavoro, la morosa, gente che si dimenticava di venire a prove, etc. insomma, di tutto e di più. Chitarrista, voce e basso c'erano. Il problema era il batterista. Non ti dico che personaggi che sono passati. Dal trentacinquenne che si è ricordato dopo dieci anni che da ragazzo era skinhead, al rockabilly prestato al punk rock, a quello che si ricordava che c'erano prove solo mentre era sbronzo al pub e arrivava in condizioni impresentabili... a un certo punto però le cose cominciano a prendere la piega giusta. Un punk crestato di Piacenza alla batteria, Muppet al basso (suonava male, ma andava bene lo stesso), io (Fabrizio) che sbraitavo ancora peggio... l'unico che sapeva suonare veramente bene era appunto Simone, il chitarrista. Ci si divertiva, avevamo la sala prove gratis sotto al bar dove organizzavamo sbronze e concerti (e i gestori contribuivano con le spese), che altro si può chiedere di più? Ovviamente il tutto è durato ben poco. Pochi mesi prima del nostro concerto d'esordio il chitarrista ci molla. Pochi mesi dopo ancora il bar dove facevamo concerti deve chiudere e quindi perdiamo anche la sala prove. Tutto fermo. Morto. Riproviamo un paio di volte quando troviamo qualcuno che suonicchia la chitarra, ma mai niente che vada oltre le due settimane. Ed anche il batterista sparisce, giustamente stanco di fare le prove senza chitarra dovendo farsi centinaia di chilometri. Poi, un giorno, forse il 2006, conosco Michele che allora aveva 17 anni, ma che sapeva suonare la chitarra. Miracolo! In un batter d'occhio Muppet è riarruolato al basso. Riprendiamo in mano tutti i pezzi, allestiamo la sala prove, ma ancora mancava il batterista. A questo punto era obbligatorio per l'ultimo arrivato, Simone, imparare a suonarla. Cosa che ha fatto più o meno egregiamente. Diciamo insomma che la formazione è composta da quattro derelitti prestati alla musica, ma a noi va benissimo anche così, anzi meglio!

03. Il vostro primo album, "Grezzo, stupido & cattivo", è uscito con la Barracuda Records a settembre 2009, un anno prima avevate autoprodotto il vostro demo d'esordio. Com'è stato affrontare per la prima volta uno studio di registrazione? Come è nato il rapporto con Gigi McKenzie della Barracuda Records e come vi trovate con lui?

Beh il demo "Proud nationalist oi! music" l'avevamo registrato in presa diretta e già ci sembrava d'aver fatto un mezzo miracolo. A parte il mixaggio che... va be'... errori di gioventù! Dopo qualche mese dall'uscita del demo su CD una piccola label italiana ci propone di ristamparlo su vinile. Rifiutiamo perché la qualità del demo è davvero troppo bassa. Qualche settimana dopo Gigi McKenzie della Barracuda Records ci propone di fare il full-length album e noi rimaniamo sbalorditi dalla proposta, accettiamo senza neanche pensarci due volte. Finiamo in uno studio tra le mani di un metallaro che a guardarlo non gli avresti dato un centesimo, ma in realtà ci ha dato davvero una grossa mano. È stato molto paziente nonostante le nostre croniche "deficienze", ed ha registrato un prodotto di buonissima qualità. Noi l'esperienza l'abbiamo affrontata come bisognava affrontarla, consapevoli dei nostri limiti, ma determinati a fare bene. Ed a parte qualche ritardo sulla tabella di marcia siamo discretamente soddisfatti del lavoro.

04. In un periodo dove molte band virano su nuove sonorità per l'ambiente, voi invece rimanete ancorati a sonorità old style. Molti vi hanno paragonato, come sonorità, addirittura ai Nabat. Dal vivo spesso fate molte cover di vecchi gruppi (Rough, Combat 84, Cock Sparrer, etc.), da dove nasce questa passione per l'old school punk? Musicalmente quali sono i vostri punti di riferimento?

Siamo una skinhead band, cos'altro potremmo suonare se non street punk music? Come appunto si intuisce già dalla domanda, il riferimento del gruppo è quello del "real oi", ossia anni '80 a manetta. Che assomigliamo ai Nabat lo dicono forse gli altri... ma magari!

05. Una canzone del vostro demo vi ha creato qualche incomprensione con la scena hardcore punk, volete spiegare esattamente qual'è la vostra visione a riguardo?

Non ci sono incomprensioni, con chi ha chiesto spiegazioni al di là del primo impatto non ci sono stati problemi. Noi non abbiamo niente contro l'hardcore punk né contro chi lo suona. Per farti l'esempio sabato, a Bolzano, suoneremo con due hardcore punk bands. A Rieti, in uno dei nostri primi concerti, avevamo suonato con i Macchina Targata Paura, a Siena avremmo dovuto suonare con gli Hate For Breakfast (poi il concerto è stato annullato, ma va be'). Noi diciamo solo che gli skinheads che snobbano il punk rock per dedicarsi all'hatecore o roba simile, perdono il proprio stile, la propria cultura, la propria identità... soprattutto se giovani. Che cazzo fai a fare lo skinhead se non ti piace niente dell'essere skinhead? Skinhaed per noi è più di un "codice di vestiario". È tutto. Se hai 20 anni, sei appena arrivato e non ti piace lo street punk, che cazzo ti vesti da skinhead? È un prendersi in giro!

06. Avete suonato una ventina di date fino ad oggi, qual'è stato il concerto in cui più vi siete divertiti e quello assolutamente da dimenticare?

Beh considerato il fatto che al 90% delle volte ci si sbronza, ce li siamo già scordati tutti, ahahah! Scherzi apparte, io devo pubblicamente ringraziare i ragazzi di Como, qualche settimana fa abbiamo suonato da loro. Hanno organizzato una gran festa ed è stato divertentissimo suonare lì! Ambiente piccolo, pubblico partecipe. Ci siamo veramente divertiti (qualcuno si è pure veramente sbronzato!). Per non parlare di quella pizzeria abbandonata sui monti abruzzesi, primo concerto della band in assoluto! Grazie al gruppo abbiamo conosciuto anche ragazzi in gamba come gli skinheads di Lucca con i Nessuna Resa, Terra Di Mezzo con gli skinheads di Vicenza e i vari Pino e Tony che ci hanno fatto suonare con i Sud X.T., i ragazzi di Bergamo che ormai sono una presenza costante ai nostri concerti. Senza contare gli sfizi che ci siamo tolti, qui a Trento abbiamo suonato molto bene in novembre davanti a trecento persone, cosa che fino a tre anni fa sarebbe stata impensabile. Concerti brutti non saprei, in sé mai nessun concerto è brutto. Abbiamo suonato in posti grandi come la mia stanza da letto davanti a trenta persone e ci siamo divertiti da morire, abbiamo suonato in posti fighissimi davanti magari a duecento persone e ci siamo rotti i coglioni. È il pubblico che rende il concerto stupendo o 'na merda. Se ti ritrovi con gente che sale sul palco incitandoti, gente mai vista che conosce le canzoni a memoria e ti ruba il microfono per cantarle, gente che nella foga fa volare le casse dell'impianto come fai a non divertirti? Allo stesso modo se quando suoni ti ritrovi con un vuoto intorno con la gente che ti guarda con le braccia consorte è inevitabile che ti rompi i coglioni. Detto questo possiamo catalogare come concerto da dimenticare uno dei primi a Trento dove, mentre suonavamo, qualcuno ha avuto la brillante idea di svuotare la sala spruzzando peperoncino nell'aria... l'aveva trovato in giro e pensava fosse una bomboletta di profumo. Fai conto che eravamo alla quarta canzone e il locale si stava svuotando velocemente, la gente stava letteralmente correndo fuori. Non puoi capire che sensazione quando ad un certo punto la gola mi brucia e... e capiamo tutto! Fai conto 'na cinquantina di persone in pieno inverno fuori dal locale con gli occhi arrossati che sputa e bestemmia contro chi ha usato la bomboletta spray!

07. Vi piace suonare dal vivo? Cosa spinge un gruppo a farsi centinaia di chilometri per un rimborso spese e qualche birra?

Già due anni? Comunque io mi faccio centinaia di chilometri apposta per la birra gratis! È bello sì suonare dal vivo, senza i live nulla avrebbe senso. Sarebbe ancora più bello se finalmente ci fosse piena partecipazione del pubblico con le nostre canzoni. Come ti ho già detto ci divertiamo da matti a suonare quando il pubblico è partecipe, a volte capita, a volte no, ma quando capita... quando c'è feeling con il pubblico capisci che tutto ciò che fai ha un senso. Quando ti trovi sotto il palco uno che si è fatto ore di macchina per vederti suonare capisci che tutto ciò che fai ha un senso. Quando succede allora tutte le ore passate in sala prove, i viaggi infiniti in macchina non sono un peso, anzi!

08. Avete suonato con numerosi gruppi anche nuovissimi, c'è qualche gruppo in Italia che vi sentite di consigliare caldamente?

A me sono piaciuti i nostri quasi omonimi Stile Antisociale di Forlì (FC) che dal vivo sono meglio che sul demo d'esordio. Citazione anche per i Nessuna Resa di Lucca. Però, cazzo, se ci fossero gli N.F. Skins in attività sarebbe il gruppo più vicino al nostro modo di vedere lo street punk. E non lo dico più che per la musica, ma proprio per la rabbia e la cazzutaggine dei testi!

09. So che avete in progetto a breve: un singolo su vinile. Ci potete dire qualcosa sulle canzoni che usciranno? Dopo il singolo c'è altro che bolle in pentola?

A maggio andiamo a registrare il singolo, hai detto bene. Saranno probabilmente tre pezzi, uno è "Strength thru oi!" suonato come si deve (dimenticatevi il demo!), il resto: sorpresa! Ma sono già pronti, stiamo ridefinendo i dettagli. Dopo il singolo su 7'' credo che ci dedicheremo ad altri nuovi pezzi per il secondo album, sempre in linea con il precedente.

10. Diteci il nome di cinque dischi che consigliate ai nostri lettori di ascoltare e di avere assolutamente?

Parlare di cinque dischi è riduttivo, diciamo comunque che per avere una nozione di base e sapere di cosa si parla quando si parla di street punk diciamo che sono da considerarsi obbligatori: "Bootprints across Italy" (1999), "Strength thru oi!" (1981), The Last Resort, Combat 84, The 4-Skins e Cock Sparrer.

11. Credete nel binomio musica-politica? Siete vicini a qualche partito politico?

Mah, è un discorso complicato. La politica musicata fatta tanto perché "fa molto militante" mi fa cagare, slogan ormai triti e ritriti, frasi buttate lì, refrain filofascisti... diciamoci la verità: si rasenta il ridicolo, ma ci sono anche band che sanno dire cose politicamente intelligenti attraverso la musica. Dipende dalla qualità umana di chi fa le cose, non si può ragionare per partito preso. In linea di massima la musica può essere politica, ma bisogna sapere di cosa si parla, piuttosto che fare una canzone piena di slogan io lascerei perdere e parlerei di fatti concreti, di vita reale, cercherei una visione più stradaiola della politica. Certo è che per una skinhead band non è facile affrontare la politica senza scadere nel folclore becero, o al contrario, senza fare testi che sembrano più da musica alternativa che da gente in bomber ed anfibi. Detto questo la band è totalmente indipendente da partiti, associazioni e politica.

12. Come ultima domanda ecco a voi un tema molto scottante: cosa ne pensate di un'ipotetica "unità d'area"? È possibile secondo voi? Porterebbe a risultati importanti?

L'unità d'area è una cagata mostruosa. Ciclicamente quando ci sono le elezioni se ne riparla, sembra che la cosa più importante per l'area sia unirsi sotto una sola sigla per portare a casa qualche risultato elettorale. L'area ha migliaia di problemi, il fatto che si sia divisi in migliaia di sottogruppi e fazioni è davvero l'ultimo dei problemi se proprio il problema è che questi gruppi si fanno la guerra tra loro per incomprensioni ridicole.

13. Abbiamo finito l'intervista, l'Archivio Non Conforme vi ringrazia ancora per la disponibilità che ci avete dato. Lasciamo carta bianca per i vostri saluti e ringraziamenti!

Oh, sapete che siamo solo alla nostra seconda intervista italiana? Si vede proprio che non contiamo un cazzo... ahah! Comunque, apparte gli scherzi, grazie mille e lunga vita all'Archivio Non Conforme! Oi!

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