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Compagnia Dell'Anello - La canzone del lago

Questa è una storia che non frutta milioni, non faranno un bel film per TV,
Ma farà sbadigliare di noia i ragazzi alla Gucci e Pierre Cardin
Perché parla di un vecchio sereno con gli occhi sempre fissi nel sole
Con il viso coperto di rughe e il sorriso più dolce del mondo!

Viveva un po' fuori città, sulle rive del lago di mezzo
Parlava di giorno coi cigni e di notte ripensava al passato
A quando quel giorno in aprile per avere creduto in un uomo
La donna gli avevano ucciso contro un muro in Piazza Del Duomo!

Era stato Lupo il gappista con tre colpi nel mezzo del petto
Si diceva che fosse un artista dell'agguato e del colpo alle spalle
Gliel'hanno detto che era il tramonto, anche il sole lo lasciava da solo,
Ma voleva saldare quel conto, Lupo morto, lo avrebbe giurato!

Ma quel sole così eterno e lontano solo un attimo si fermò all'orizzonte
Per guardarlo in fondo negli occhi, illuminargli un momento la fronte
Ha lasciato cadere il fucile per quel raggio di fuoco lontano
E sapeva che a colpire quel vile non sarebbe mai stata la sua mano!

Ed un giorno sulle rive del lago, mentre stanco se ne stava un po' assorto
Dopo un tonfo ed un gemito vago la corrente gli portò lì un morto
Era il corpo di Lupo il gappista, sì, l'artista di agguati e menzogne
Un raggio gli aveva abbagliato la vista mentre in Jaguar passava quel ponte!

L'ha guardato un secondo od un giorno, non saprebbe mai dirlo davvero
E poi fece verso i cigni ritorno, verso il sole li portò poi un veliero
Questa è una storia che il lago racconta, no, non c'è sui tuoi libri di scuola
Non la sentirai narrare nelle piazze perché solo sul lago ora vola!

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