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Gabriele Marconi - Cani del re

Gela l'inverno, il cuore dell'impero, corro nel bosco, via dalla città
Su dalle torri il fumo sale nero, il sangue arrossa il lago di Telan
Cani nella mia casa bevono al nuovo re
Conta i tre corvi nel cielo, guarda quel cervo nel bosco
Ascolta in silenzio il richiamo del settimo lupo sul monte!

Senza fermarmi corro nella notte piangendo piano, giuro: «Tornerò!»
Stringo la spada e il cuore che mi batte, giammai la pace ai barbari darò
Sulle scogliere il vento spazza le nubi già
Affila la spada tranquillo, ricordati i nove sentieri
Aspetta sicuro il momento, poi vagli incontro ridendo!

Lontano da qui, nel regno d'oltremare, sfidano ancora i servi di Satan
Nel suo palazzo Arturo canta ancora, beve alla coppa per il mondo che sarà:
«Devo trovarlo ora, non posso stare qua!»
Nel rombo di un mare lontano, nel fumo di antiche battaglie
Risalgono al cuore i ricordi sepolti dal fiume del tempo!

Lontano da qui, tra valli sconosciute, brillano ancora i fuochi di Beltane
Lontano da qui, sognando un'altra estate, si amano forte i ragazzi di Aelinbar
Io voglio andarci ora, non voglio stare qua
Comanda il timone leggero, seguendo la cinta di Orione
E se il cielo nero la copre affidati al dio delle onde!

Rompe una fiamma il buio della notte, la barca affonda piano dietro me
Infine arrivo in vista delle porte, un corno squilla e sveglia il vecchio re
Spade di cavalieri brillano intorno a me
Risplendono i sogni perduti, scintillano i calici al sole
L'estate riporta nel cuore la gioia di un canto festoso!

La flotta infine salpa per l'impero, poche le navi, grande la lealtà
Come ho promesso torno per davvero, snudo la spada e vedo la città
Trema l'usurpatore guardando il prode re Artù
Le spade lampeggiano ancora schiantando gli scudi di ferro
Un'aquila grigia nel cielo saluta chi muore ridendo!

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