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Gabriele Marconi - La terra dell'oro

Da tanto aspetto che la notte finisca,
Ma qui intorno a me solo acqua scura sciaborda la prua che da sola va via
E qui dalla nave cerco la riva, dov'è? Nuvole nere cupe si affollano in me
Dal sonno antico una mano mi sfiora leggera la fronte
Poi sento lontano un gabbiano che canta paura, paura
E dalla mia nave vedo un bagliore, cos'è? Forse una luce lì all'orizzonte dell'est!

Prendo il timone ed un vento che gonfia le vele, ora si alza
Ed un brivido lungo la schiena mi dice che l'ora è vicina
E piano rischiara il cielo sopra di me, la linea scura segna la terra a nord-est
La prua non fende più l'acqua, la schiuma dietro non c'è,
Ma non è ferma la nave, ora vola leggera da sé e il sole appare
Splende anche dentro di me, squilla un richiamo, ora capisco cos'è!

Sulle scogliere di marmo infine io sono arrivato
E lance, e stendardi, e armature, e bianche le torri che toccano il cielo che c'è
Ora chiaro qui dentro di me più corpo non ho: ho trovato la terra dell'oro!

Oh, bianca isola, finalmente trovata, riposerò sotto i tuoi alberi d'argento
Respirerò profumi di primavera, primavera del mondo è mia
Mi bagnerò dei tuoi laghi di cristallo, oh, bianca isola
Nuoterò giorno e notte ed ogni bracciata tra sole e luna sarà un anno indietro nel tempo
Tornerò al tempo dei tempi a cantare con gli amici di allora, a cantare con gli amici di sempre
E alla fine riprenderò il mare, oh bianca isola, remerò con le lacrime agli occhi
Che al ritorno saranno un sorriso perché io viva più forte di prima
E più forte di prima riprenda a sfidare le stelle in città!

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