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Gabriele Marconi - Vai, vai

Strade deserte, vado da solo, sento un gabbiano che grida nel buio
Grandi ali bianche baciano il cielo, penso ai tuoi occhi e il ricordo mio vola,
Ma sento un grande freddo, è il vento del mare che penetra in me
Chiamo il tuo nome, stringo le mani e non prendono niente!

Vai, vai, vola lontano, vai, vai fino al confine!
Su, su, senza paura, vai, vai, portala indietro!

La notte allora si apre sul mare, nera e cattiva sussurra il tuo nome
Trema la spiaggia sotto le onde che rombano e rombano senza mai fine
E ride il gabbiano, continuo ad andare, non c'è più nessuno
Mille battaglie, mille fratelli, ma qui sono solo!

Vai, vai, vola lontano, vai, vai fino al confine!
Su, su, senza paura, vai, vai, portala indietro!

Batte e ribatte il sangue alle tempie, lacrime rigano il viso indurito
Pugni serrati e ghigno feroce grido alla notte la rabbia che sale
Cammina ancora, ti sento che chiami, ma è solo il gabbiano
Scendo sul mare, schiaccio uno specchio e i suoi pezzi mi gridano!

Vai, vai, vola lontano, vai, vai fino al confine!
Su, su, senza paura, vai, vai, portala indietro!
Vai, vai, vola lontano, vai, vai fino alla fine!
Su, su, non disperare, vai, vai, portala indietro!

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